Pubblicità innovativa - Entertainment marketing

ESTRATTI DAL MANUALE

40-40-20 Formula Empirica nel Marketing

Come trasformare il visitatore in un abbonato e l’abbonato in un cliente. Oggi giorno, si può fare anche in automatico.

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Secondo le statistiche, il numero di visitatori che acquistano visitando per la prima volta un sito web, nonostante le campagne marketing, è bassissimo.

Secondo un’altra statistica, il 70% dei visitatori che abbandona un sito senza aver lasciato i suoi dati, non vi entrerà più.

Nel primo caso è possibile che i clienti si siano incuriositi e che abbiano deciso di rimandare il momento dell’acquisto.

Nel secondo caso, all’incirca 2 persone su 3, non effettueranno mai l’acquisto.

E se noi, in base a questi dati, vi dicessimo che c’è la possibilità di moltiplicare le vendite come di recuperare quei visitatori che hanno abbandonato per sempre il sito?

Anche in questo caso, nel rispondere a questa domanda, non ci avvaliamo altro che di statistiche e di metodi messi in campo dalle migliori aziende e di cui ci siamo serviti anche noi per implementare i nostri profitti.

Ma per arrivare ad un traguardo di questo genere, è necessario seguire una strategia.

Come fare questa strategia marketing?

Se si è già riusciti nel compito di avere un discreto traffico di visitatori nel proprio sito, l’unico passo che rimane da fare è quello di trasformare i visitatori in degli abbonati.

Come abbiamo già detto nel nostro articolo su L’importanza di avere un sito web, un sito non deve avere uno scopo esclusivamente consultativo.

Un visitatore che entri nel nostro sito e che non possa far altro che consultarlo e contemplarlo, non sarà mai un cliente.

E non è necessario che il nostro sito si trasformi in un e-commerce, ovvero in una piattaforma-vetrina dedicata esclusivamente alla vendita, perché i guadagni si moltiplichino.

Lo scopo principale che può avere un sito, infatti, è quello di acquisire clienti e contatti.

Quindi: abbonati.

Per essere appetibile l’abbonamento deve essere gratuito, ma soprattutto, il potenziale cliente deve esservi indotto da qualcosa che l’azienda che sta dietro il sito, mette a sua disposizione.

Per far iscrivere un cliente alla sua lista di contatti, un’azienda può mettere gratuitamente a disposizione dei servizi o dei materiali di formazione, come articoli, video, report, in modo tale che il potenziale cliente possa percepire che l’intento dell’azienda è quello che si faccia una cultura in maniera spassionata.

Un potenziale cliente, infatti, non deve mai percepire che l’azienda ha intenzione di “piazzargli” i suoi prodotti.

Tutto ciò che puzza esclusivamente di pubblicità è diventato a dir poco nauseabondo agli occhi dei potenziali clienti, i quali sempre più possono ritenersi impermeabili a tutto ciò che suona come una pubblicità.

Ottenere un contatto invece, è un modo col quale poter mantenere aggiornati i clienti grazie a mail ricche di contenuti a proposito delle novità e delle offerte.

Tutti noi abbiamo almeno una casella di posta elettronica.

Tutti noi leggiamo le mail almeno una volta al giorno.

E secondo la Direct Mail Association, l’email marketing in media vede un ROI (ritorno sugli investimenti) del 4.300% per le imprese negli Stati Uniti.

Tutto ciò perché i clienti, anche se sono solo potenziali, non vogliono essere abbandonati.

E in questo la mail si presta bene poiché è personale.

Ciò fa considerare la mail come il miglior investimento a lungo termine (anche perché è economica).

Errori comuni nel mondo del marketing classico

A questo punto però la maggior parte delle agenzie di marketing cade in errore pensando che tempestare i potenziali clienti di mail sia la strategia migliore.

Abusare delle mail può invece produrre l’effetto contrario a quello desiderato, ovvero di far disiscrivere il cliente dalla newsletter.

E per due motivi: o perché si è spazientito di ricevere continuamente proposte commerciali, o perché non gli sono state inviate le mail giuste.

Un errore molto frequente, infatti, è anche quello di considerare le liste di contatti come un calderone omogeneo di profili.

In questo caso le agenzie non badano se un profilo possa essere più adeguato di un altro a determinati contenuti.

Un esempio sono quelle aziende che continuano a proporre dei vini ai loro potenziali clienti anche se questi hanno dichiarato di essere astemi.

Molte aziende, come molte agenzia pubblicitarie, inoltrano le stesse mail a tutti coloro che gli hanno lasciato un contatto, anche se non c’entrano niente con quello che gli stanno proponendo.

Sfatiamo un mito.

Un elenco di contatti diventa una lista di potenziali clienti solo se viene usata la giusta strategia.

E la giusta strategia si chiama segmentazione.

Segmentazione. Arteria del buon marketing

All’interno di una strategia di marketing l’importanza delle liste – e la conseguente segmentazione – riveste il 40% del conseguimento del successo di una campagna.

La qualità del prodotto e dell’offerta ad esso legata rappresentano un altro 40%.

Mentre la scritturazione, il design, il timing (la scelta del momento giusto), di un buon contenuto rappresenta il 20% rimanente.

Se si ha una lista di contatti accuratamente selezionati, fatti di potenziali clienti che si adattano a ciò che si sta proponendo, si può pensare di lanciare un’offerta media – o anche poco meno – giocandosi la possibilità di riuscire a produrre profitto ugualmente.

Ma nessuno dei tre elementi preso singolarmente può portare al risultato se gli altri due hanno delle lacune vistose.

Una buona lista, infatti, non può rimediare ad un’offerta scadente. 

E così anche un buon testo. (Quest’ultimo perché, dipingendo il prodotto con delle qualità, non farebbe altro che mentire. Ed i clienti non perdonano mai chi mente loro).

Per ottenere un risultato efficiente, tutti e tre questi elementi – lista, prodotto, contenuto – devono riuscire a sposarsi alla perfezione.

Solo in questo modo sarà possibile riuscire a incrementare esponenzialmente le vendite.

l'Importanza delle liste e la segmentazione per fare dell'ottimo marketing

Il 40% del successo di qualsiasi campagna si basa sul targeting, la segmentazione e la qualità dell’elenco.

Ovvero sulla profilazione minuziosa e psicologica del cliente.

Profilazione che porta a capire in profondità quali che siano i bisogni e le necessità dei clienti.

A questo proposito si esprime bene il copywriter Brian Kurtz, uno dei massimi esperti di liste.

Il quale ritiene che la maggior parte delle agenzie pubblicitarie sottovaluti l’azione di inviare delle mail poiché è un atto pressoché gratuito.

Brian Kurtz consiglia quindi di considerare una mail come una lettera che debba essere imbustata e impressa di francobollo, ovvero come se avesse un costo per l’azienda mittente.

Se un’azienda dovesse pagare ogni singola mail che inoltra – ritiene Kutrz – starebbe molto più attenta al contenuto, così come al destinatario.

Ovvero ci penserebbe due volte prima di buttare via dei soldi.

Si vede bene dunque come la costruzione di liste a lungo termine – parallela alla ricerca del cliente ideale – sia sempre la base di partenza di qualsiasi strategia di marketing.

Si tratta di privilegiare la qualità al posto della quantità, la profondità al posto dello spessore.

Una lista permette di avere clienti ideali, e i clienti ideali sono quelli che hanno più possibilità di trasformarsi in clienti, quindi in clienti fidelizzati, ovvero in clienti che rimarranno legati all’azienda anche dopo la prima vendita.

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FORMULARIO TD

DEVI AGIRE

Se Non Sei il N.1 nel Tuo mercato
Devi agire , altrimenti verrai Divorato

Se non sei il N.1 nel Tuo mercato devi agire, altrimenti verrai Divorato


I pesci piccoli devono muoversi velocemente se non vogliono essere divorati.

Quelli grossi non fanno altro che mangiare quelli che rimangono indietro.

Il Team della TD lo sa bene.

Quasi tutti i membri che lo compongono, prima di iniziare il percorso in questa azienda, facevano parte di aziende considerate “Pesci Grossi” nei rispettivi settori.

Attualmente, Non siamo l’agenzia N.1 in Italia ad usare tecniche innovative in campo pubblicitario, e verremmo divorati anche noi se non ci sforzassimo al massimo.

Non esistono “giorni di pausa” per noi. Non possiamo permetterceli.

Come non possiamo permetterci di trattare con sufficienza i clienti, o di consegnare lavori mediocri…

…sarebbe la nostra rovina, verremo divorati!

Siamo sempre a controllare gli aggiornamenti di mercato, ad analizzare nuovi trend, ad assicurarci che le campagne dei nostri clienti siano il più performanti possibile, a studiare e testare nuove tecniche da implementare ai nostri attuali servizi, a cercare di nascondere i CD di Annalisa al responsabile del Copywriting…

E poi, siccome non siamo (ancora!) i pesci più grossi, non ti sentirai come una sardina quando verrai a trovarci.

SCOPRI IL TUO GIACIMENTO

Siamo entrati nella
Terza Rivoluzione Pubblicitaria

Le rivoluzioni pubblicitarie sono una vera e propria caccia ai “giacimenti di petrolio”:
fanno la fortuna dei primi che li scoprono.

Ma prima di spiegare il nuovo tipo di pubblicità che sta rivoluzionando tutto il settore vediamo di analizzare i “metodi antenati” che lo hanno preceduto.

Attualmente in Italia se vuoi fare pubblicità, cioè, se vuoi investire in marketing, le opzioni  che hai a disposizione sono 3:

Pubblicità d’Immagine o Pubblicità Creativa:

 

Molto piacevole all’occhio ma estremamente costosa. Anzi, la più costosa di tutte.

Non porta il cliente a comprare o a trasformarlo in un contatto commerciale. Si limita ad attirare la sua attenzione e ad intrattenerlo.

La sua efficenza è difficile da misurare. Attualmente è la pubblicità predominante sul mercato.

Si focalizza sulla propria immagine da trasmettere al pubblico. Potremmo definirla una pubblicità narcisista.

Pubblicità Informativa o Pubblicità di Contenuto:

 

A differenza di quella d’Immagine, questa tipologia di pubblicità punta ad informare il cliente su eventuali benefici tramite i contenuti.

Mantiene attivo l’interesse dei clienti già appassionati all’azienda o al prodotto.

Uno dei suoi principali limiti è che risulta noiosa e difficilmente attira l’interesse di potenziali nuovi clienti.

Non è semplice inoltre, come nella precedente, misurarne l’efficenza.

Ci vogliono un’immensità di contenuti prima di vedere i risultati.

Pubblicità a Risposta Diretta:

 

È la tipologia di pubblicità usata nelle televendite da anni.

Sa catturare l’attenzione del potenziale cliente e pilotarlo da un punto di vista commerciale, trasformandolo in cliente a tutti gli effetti.

Spiega alla perfezione i benefici che può ottenere il cliente con il prodotto.

La sua principale caratteristica è che si basa sulla misurazione dei dati, e quindi possiamo misurare la sua efficenza. A livello di “conversione” è migliore rispetto alle due tipologie di pubblicità precedenti.

Tra i difetti possiamo annoverare la sua scarsa piacevolezza visiva percepita sia da chi la usa che, paradossalmente, da chi la vede.

Danneggia l’immagine aziendale a lungo termine ed è difficile da scalare sul mercato di massa.

CREA LA TUA MACCHINA DI VENDITA

Devi pensare al Marketing come ad una Macchina Generatrice di Profitto

Gran parte delle agenzie pubblicitarie italiane si focalizzano sul traffico, clicks e likes.

Ma è ovvio che quelli non puoi metterli in banca. Aiutano il proprio business? Sì, ma non a sufficienza per sopravvivere.

La nostra agenzia è focalizzata sul ROI (Return of Investment – Ritorno sull’investimento). Ovvero alla pianificazione di strategie di marketing che moltiplicano le vendite e quindi i profitti provenienti dagli investimenti stessi.

Per fare ciò servono però delle tecniche e dei software da usare per misurare i dati, così da poter prevedere i risultati ed il comportamento del mercato.

Questo non solo serve a pianificare una strategia su misura per aumentare le vendite ma anche a correggere, eventualmente, la strategia in corso d’opera ed aggiustarne il tiro.

È importantissimo tenere bene a mente che bisogna lavorare sodo, rimanere aperti al cambiamento, essere ben disposti ad investire sul proprio business e saper aspettare i risultati.

Di fatto, qualunque azienda che non abbia la volontà di reinventarsi è a rischio. E così le persone.

Niente deve essere lasciato al caso: tutto va misurato e studiato nel minimo dettaglio. Solo in questo modo possiamo sapere qual’è la via migliore da percorrere.

Ricorda: solo vincendo la lotteria si guadagna senza sforzo. Quindi, se sei qui per diventare ricco con un click, ovvero senza investire né tempo né soldi, hai sbagliato pagina.

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Dopo che avrai visto i risultati siamo sicuri che vorrai provare quelle di livello avanzato