I tuoi clienti possono lavorare con te: guida allo user generated content

La pubblicità è letteralmente nata con l’istituzionalizzazione del “passaparola”, una delle primissime forme di condivisione in grado di incrementare le vendite di un prodotto grazie al ruolo dei propri clienti soddisfatti. Nei decenni di quest’avventura chiamata marketing, molte analisi di mercato hanno dimostrato che la maggior parte degli acquisti vengono effettuati dopo che un amico ha consigliato un articolo. E funziona più della pubblicità vista in TV o sui social!

I clienti sono un validissimo strumento di marketing, poiché rappresentano una lente di ingrandimento, un megafono su quel brand, molto più di quanto sia in grado di fare la più perfetta delle strategie comunicative.

Se oggi sei alla ricerca di strumenti digitali innovativi per la promozione del tuo brand, non puoi non prendere in considerazione la possibilità – anzi, la necessità – di adottare lo user generated content.

User generated content: pubblicità gratuita che funziona

Nel significato di user generated content (o UGC) rientrano tutti i tipi di contenuti creati dagli utenti e diffusi in rete, soprattutto sui social network. A “fare pubblicità”, dunque, non sei più tu-azienda, ma è lui-cliente, è il privato.

Gli UGC più comuni – nonché quelli più immediati e divertenti – sono le immagini e i video pubblicati dagli utenti, magari creati per partecipare ad uno dei moltissimi contest lanciati sui social ogni giorno. Gli users partecipano a questa tipologia di concorsi a premi online, creano foto o video, inseriscono l’hashtag ufficiale del brand per cui gareggiano e questo, a sua volta, ottiene materiale visivo grazie al quale incrementare notorietà.

Ma non si tratta solo di immagini e video: è user generated content anche quando il cliente parla del tuo marchio o della tua azienda nel suo blog o nei post dei suoi profili personali social, quando condivide tweet o crea podcast.

Il principale vantaggio che ottieni da questo innovativo strumento di coinvolgimento dei tuoi utenti è la crescita del customer engagement. L’user generated content, infatti, è in grado di aumentare il coinvolgimento di circa il 30% in più dei clienti che potresti raggiungere con l’auto-pubblicità del tuo brand. Più clienti generano contenuti, più clienti si fidano della validità del tuo prodotto rispetto agli altri prodotti simili.

Usa gli user generated content a tuo favore

Gli utenti postano contenuti che vengono condivisi da altri utenti, dal momento che la loro caratteristica è quella di essere liberamente accessibili da tutti. Sebbene siano figli della remix culture – ossia di una commistione di elementi già utilizzati con la personalizzazione di nuovi contenuti – sono comunque originali, poiché ogni utente aggiunge una parte creativa ad una base già esistente del messaggio che vuole comunicare.

A cambiare, dunque, è l’intero modo di fare marketing dell’industria mediatica: il cliente diventa prosumer, un mix tra produttore e consumatore, e si posiziona come un tassello fondamentale per l’incremento delle vendite. Un po’ come se fosse un influencer, che sfrutta la propria visibilità per darne molta di più al brand per cui lavora. Solo che non lo paghi, anzi ti ha dato i suoi soldi per avere il tuo prodotto.

E dalla figura professionale dell’influencer, infatti, l’user generated content non si discosta molto, puntando su chi, nel suo piccolo, vuole essere influencer per 5 minuti. Alcune aziende hanno inserito gli UGC per far parte delle loro strategie di content marketing, ovviamente provvedendo ad una retribuzione degli utenti. Un modo per invogliare ancor più i clienti a creare e condividere contenuti sui propri canali web.

Cosa puoi fare, dunque, per coinvolgere il tuo pubblico a creare e condividere contenuti originali, accattivanti e d’impatto per attrarre nuovi utenti, per rafforzare la tua community e incrementare le vendite del tuo brand?

Se saprai fornire gli strumenti giusti ai tuoi utenti, riuscirai a stimolarli e coinvolgerli molto di più nella creazione e diffusione di contenuti a scopo pubblicitario. Il primo passo è quello di realizzare loghi e template che riguardano il tuo brand, in modo che gli utenti possano utilizzarli come esempio base per creare altri contenuti o remixare il tuo. I remix sono molto in voga su TikTok, ad esempio, il social in cui poter conquistare l’attenzione di un pubblico più giovane e sempre in cerca di novità e tendenze.

Fai attenzione ad individuare tutti i contenuti creati dai tuoi follower e premia quelli migliori ricondividendoli sui tuoi canali: postare contenuti creati dal tuo pubblico stimola altro pubblico a condividerne di nuovi, poiché si sente coinvolto e parte del brand, incrementando l’engagement. Praticare il monitoring ti consentirà anche di individuare le conversazioni che, al contrario, ledono l’immagine del tuo marchio.

L’UGC che dà risultati

Il successo degli user generated content si deve al vantaggio di essere dei contenuti generati dagli utenti che, magari anche involontariamente, fanno da sponsor al tuo brand raggiungendo un target prima d’ora mai coinvolto. Il cliente che parla in maniera positiva del tuo prodotto sta creando gratuitamente un contenuto di marketing che sicuramente si tradurrà in rientro economico per la tua azienda.

È qui che risiede il grande potere del trend degli UGC, che sta conquistando il futuro del marketing: il pubblico che visualizza il messaggio (testo, audio, immagine) lo riterrà molto più affidabile e veritiero di qualsiasi altro metodo promozionale e aziendale. La fiducia che ti viene letteralmente regalata, bene più prezioso di certi vestiti di Lady Gaga.

Tra gli esempi di aziende più famose che hanno integrato gli user generated content alle proprie strategie social di marketing, non si può non pensare alla campagna #ShareACoke lanciata da Coca-Cola nel 2014. La multinazionale famosa in tutto il mondo ha chiesto ai propri clienti di scattare una foto con una bottiglietta sulle quali compariva uno dei 250 nomi americani più popolari. I consumatori si sono messi alla ricerca della bottiglietta personalizzata con il proprio nome o il nome di un parente o amico, hanno scattato selfie che hanno condiviso sui propri account social con l’hashtag #ShareACoke: sono state pubblicate oltre 500 mila foto in un anno e la Coca-Cola ha raggiunto altri 25 milioni di nuovi follower su Facebook. L’anno dopo, infatti, la campagna è passata da 250 nomi sulle etichette a mille.
Ora chiediti: come puoi copiare questa idea così efficace, senza doverti mettere a stampare nuove etichette?

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DEVI AGIRE

Se Non sei il N.1 nel tuo mercato
devi agire , altrimenti verrai Divorato

I pesci piccoli devono muoversi velocemente se non vogliono essere divorati.

Quelli grossi non fanno altro che mangiare quelli che rimangono indietro.

Pubblicità innovativa - Entertainment marketing

Il Team della Tofani Dreams lo sa bene.

Come vedrai più avanti all’interno della Home del sito, abbiamo collaborato, in maniera diretta (Consulenze Marketing, Eventi Esclusivi) o indiretta (attraverso i nostri software: I Got U® e Stand+®) con dei veri e propri colossi (Google, Blackrock, J.P. Morgan, Unicredit, Bugatti…).

Eppure, nonostante ciò, attualmente NON siamo i N.1 del nostro settore, e verremmo divorati anche noi se non ci sforzassimo al massimo. 

Per questo motivo:

Per noi non esistono “giorni di pausa” nè "orari fissi". Non possiamo permetterceli.

Come non possiamo permetterci di trattare con sufficienza i nostri clienti, né di consegnare lavori mediocri

Sarebbe la nostra rovina, e verremo divorati!
Siamo sempre a controllare gli aggiornamenti di mercato, a testare nuovi metodi, ad analizzare nuovi trend, ad assicurarci che le strategie che mettiamo in campo aumentino il fatturato abbassando i costi, e a studiare e testare nuove tecniche da implementare. Ma lo sai qual'è il più grande vantaggio?

Non essendo dei pesci grossi, chi viene a trovarci, non si sente come una sardina pronta ad essere mangiata.

HAI GIÀ SCOPERTO IL TUO GIACIMENTO?

Siamo entrati nella
Terza Rivoluzione Pubblicitaria

Le rivoluzioni pubblicitarie sono una vera e propria caccia ai “giacimenti di petrolio”, e fanno la fortuna dei primi che li scoprono ma…

Oltre a portare tanto profitto, fanno si che in molti provino a cavalcare l’onda con servizi e metodi mediocri… i così detti “Fuffatariani”!

Pubblicità innovativa - Entertainment marketing

Ma prima di spiegare il nuovo tipo di pubblicità che sta rivoluzionando tutto il settore pubblicitario, e prima di spiegare come riconoscere un professionista serio da un fuffatariano, è importante analizzare i “metodi antenati” che hanno preceduto la pubblicità moderna.

Attualmente in Italia chi vuole fare pubblicità ha a disposizione 3 opzioni:

Pubblicità Visual:

Molto piacevole all’occhio ed estremamente costosa. È quella che usano gran parte dei grandi marchi già affermati, come possono essere Zara, BMW, Nike…

Non porta il cliente a comprare subito, né a trasformarlo in un contatto commerciale (Lead). Si limita ad attirare la sua attenzione e ad intrattenerlo.

La sua efficenza è difficile da misurare

Attualmente è la pubblicità predominante sul mercato.

Si focalizza sulla propria immagine da trasmettere al pubblico. Potremmo definirla una pubblicità narcisista.

Pubblicità Informativa o di Contenuto:

A differenza di quella d’Immagine, questa tipologia di pubblicità punta ad informare il cliente su eventuali benefici tramite i contenuti.

Mantiene attivo l’interesse dei clienti già appassionati all’azienda o al prodotto.

Uno dei suoi principali limiti è che risulta noiosa, e difficilmente attira l’interesse di potenziali nuovi clienti.

Non è semplice inoltre, come nella precedente, misurarne l’efficenza.

Ci vogliono un’immensità di contenuti prima di vedere i risultati.

Pubblicità a Risposta Diretta:

È la tipologia di pubblicità usata nelle televendite da anni e da molti Fuffatariani.

Sa catturare l’attenzione del potenziale cliente e pilotarlo da un punto di vista commerciale, trasformandolo in cliente a tutti gli effetti.

Spiega alla perfezione i benefici che può ottenere il cliente con il prodotto.

La sua principale caratteristica è che si basa sulla misurazione dei dati, e quindi possiamo misurare la sua efficenza. 

A livello di “conversione istantanea” è migliore rispetto alle due tipologie di pubblicità precedenti.

Tra i difetti possiamo annoverare la sua scarsa piacevolezza visiva percepita (sia da chi la usa che, paradossalmente, da chi la vede).

Danneggia l’immagine aziendale a lungo termine ed è difficile da scalare sul mercato di massa.

Quale tipologia pubblicitaria usiamo e consigliamo noi della Tofani Dreams:

Ovviamente la risposta è “dipende”.

È impossibile consigliare senza conoscere l’obiettivo che si vuole raggiungere, il settore, il periodo, il livello di consapevolezza del mercato, il cliente ideale, ecc…

Ma riteniamo che la migliore pubblicità sia il giusto mix delle tre pubblicità sopra citate. 


CREA LA TUA MACCHINA DI VENDITA

Devi pensare al Marketing come ad una Macchina Generatrice di Profitto

Gran parte delle agenzie pubblicitarie italiane si focalizza sul traffico, click, i followers e i like.

Aiutano il proprio business? 

Sì, ma non a sufficienza per sopravvivere, visto che non si possono usare per fare la spesa, né per pagare i dipendenti, né per metterli in banca. 

Un’agenzia dovrebbe focalizzare le campagne sul ROI (Return of Investment – Ritorno sull’investimento) e sul ROAS (Return On Advertising Spent). Ovvero alla pianificazione di strategie di marketing che moltiplichino le vendite, e quindi i profitti provenienti dagli investimenti stessi.

Per fare ciò servono però delle tecniche e dei software da usare per misurare i dati, così da poter prevedere i risultati ed il comportamento del mercato.

Questo non solo serve a pianificare una strategia su misura per aumentare le vendite, ma anche a correggere eventualmente la strategia in corso d’opera, ed aggiustarne il tiro.

Pubblicità innovativa - Entertainment marketing
Perché spesso non viene fatto?

Il motivo per cui molte agenzie in italia non si focalizzano sul ROI, è proprio per i costi di messa in opera, manutenzione, professionisti necessari e tempo da dedicare ad ogni singolo cliente. 

Si sa, in Italia tutti vogliono guadagnare il più possibile facendo il minimo necessario.

Non solo, i professionisti che di solito approfondiscono ed iniziano a sviluppare (anche in proprio) campagne basate sul ROI e sul ROAS, lo fanno dopo aver capito quanto bisogni lavorare sodo, rimanendo aperti al cambiamento, ben disposti ad investire sul proprio business e sapendo aspettare i risultati.

Di fatto, e non è un segreto, qualunque azienda che non abbia la volontà di reinventarsi è a rischio. 

Niente deve essere lasciato al caso: tutto va misurato e studiato nel minimo dettaglio. Solo in questo modo si può sapere qual’è la via migliore da percorrere.