CURIOSITÀ E NOVITÀ

Una passeggiata nel Metaverso per Spiare il Marketing del Futuro

La realtà virtuale non è mai stata tanto quotidiana: l’applicazione moderna del concetto di metaverso è ormai alla portata di tutti e non solo dei nerd che possono vantarsi di conoscere la citazione originale dalla fantascienza cyberpunk prima che diventasse mainstream.
Il metaverso non è soltanto di un universo virtuale cui accedere tramite internet a scopo di intrattenimento, ma ha concrete implicazioni per il marketing e per le aziende: i principali protagonisti coinvolti stanno cominciando a coglierne il potenziale; noi l’abbiamo fatto; adesso tocca a te.

La rivoluzione del metaverso

C’è chi parla di un Internet 4.0 e chi, invece, di mondi virtuali totalmente immersivi e interattivi: ciò che più conta, qualunque sia la lettura che si vuol dare del fenomeno del metaverso, è che questo è destinato a cambiare le carte in tavola anche per tutto quello che accade nell’universo fisico, con profonde ricadute sul mondo dell’economia e del commercio.

Quella del metaverso, è una strada che è ormai impossibile da evitare, e che si rivela tanto rivoluzionaria quanto lo fu quella dell’elaborazione di internet negli anni ’90. Una rivoluzione destinata a nutrirsi anche di quella spinta alla digitalizzazione che si lega direttamente alla pandemia: che, lo si voglia ammettere o meno, ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo di nuove risorse virtuali, con cui si è cercato di rispondere allo stop imposto all’economia. Ma non solo: il metaverso è il risultato pandemico di un fenomeno psicologico di massima tendenza all’evasione in sicurezza. E così, mai come prima d’ora, internet è diventato così sicuro in uno spazio dedicato.

Con le società di internet oggi quotate in borsa, è poi impensabile che una loro evoluzione nel senso dell’internet 4.0 non possa generare un volume di crescita nell’ordine di miliardi, destinato a crescere esponenzialmente se si dovessero mettere in pratica delle sinergie tra i colossi del web del momento (da Facebook ad Amazon, passando ovviamente per Apple e Google). Sia che si decida di pensare tanto in grande, sia che si decida di procedere a passi più piccoli lungo questa strada, ciò che più conta è cominciare a pensare in digitale: ogni soggetto –a partire dal tuo eCommerce – non potrà più fare a meno di pensare, comunicare e interagire sul web tramite avatar e nuovi, raffinati, sistemi di contatto. I grandi colossi del mercato sono già tutti presenti. Inizi a sentire la fretta anche tu?

I primi nomi del Metaverso

Ovviamente, tra i nomi che si impongono tra i primi protagonisti nella creazione del metaverso, non può che spiccare quello di Facebook, il colosso di Zuckerberg, che ha annunciato nel 2021 l’inizio dei lavori su questo nuovo universo virtuale. L’idea è quella di rivoluzionare gli spazi digitali, pensandoli proprio su misura dell’utente, risignificando tutte le principali esperienze (dai meeting al gioco, passando per le pubblicità).

Alcuni brand di spicco hanno già iniziato a investire nei NFT (Non Fungible Tokens), una delle risorse più iconiche legate al metaverso: tra questi, Coca Cola, Adidas e Nike hanno già ritagliato il loro spazio, lasciando dunque intendere di aver colto le potenzialità di questa realtà. Questi brand sono in compagnia di colossi del fashion e della moda, come Gucci, o di applicazioni di dating che si dicono pronte a riconfigurarsi in ottica di uno sbarco sul metaverso (come Tinder, sebbene noi facciamo fatica a pensare che il tanto agognato passo per un appuntamento fisico davanti a un drink con la possibile conquista, possa essere ritardato da un ulteriore passaggio virtuale).

Le sfide nel metaverso: leggi e marketing

Effettuata la creazione del proprio avatar, ossia del proprio replicante nel metaverso di riferimento, non resta che da capire quali regole rispettare per una corretta fruizione dei contenuti di questa nuova frontiera di internet. Quello delle regole e delle leggi è il primo vero grande nodo da sciogliere per una corretta creazione del metaverso (o dei metaversi, poiché nessuno ha mai detto che di metaverso ne debba esistere uno solo, come Interstellar di Nolan insegna).

È ormai un obbligo, ma anche già un’urgenza, normare il metaverso per renderlo ancora più sicuro: un impianto per la raccolta dei dati, il loro inserimento in un algoritmo già consolidato per una corretta profilazione dell’utente, netiquette che regolino le interazioni fra utenti, evitando le molestie e, addirittura, i reati. Contratti, acquisti e meccanismi di tutela sono tutti elementi che devono essere presi in considerazione per una corretta creazione e gestione del metaverso, anche prendendo ispirazione al diritto internazionale privato. Tutto, insomma, purché non si verifichino realtà distopiche di presa o perdita di potere degli algoritmi –Asimov, Terminator e WestWorld docet -.

Allo stesso tempo, vale la pena interrogarsi non soltanto sui limiti da porre a una realtà virtuale parallela a quella fisica, ma anche sulle sue potenzialità, che sempre più operatori di marketing, e-commerce ed esperti di comunicazione stanno cogliendo. Le ragioni di questo interesse sono molto semplici: se lo sviluppo di internet prima, e dei social network poi, ha cambiato radicalmente il modo di intendere le vendite e le strategie pubblicitarie e di comunicazione, è logico supporre che la creazione di una seconda vita virtuale possa essere un’autentica miniera, una frontiera da esplorare per scoprire nuove forme di interazione con il pubblico di potenziali clienti e acquirenti.

Le premesse per far vivere nuove esperienze ai consumatori ci sono tutte: raggiungere il giusto equilibrio tra dinamiche offline ed esperienze immersive online può garantire la possibilità di prendere il meglio dal mondo fisico e dal mondo digitale, per un maggiore coinvolgimento del cliente (che sarà più propenso a lasciarsi andare in questa sua Second Life, dedicandosi ad acquisti di beni e servizi che, pur se condotti in maniera virtuale, non sono per questo meno appaganti).

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FORMULARIO TD

BISOGNA AGIRE

Chi Non è il N.1 nel Proprio mercato
deve agire , altrimenti verrà Divorato

I pesci piccoli devono muoversi velocemente se non vogliono essere divorati.

Quelli grossi non fanno altro che mangiare quelli che rimangono indietro.

Il Team della Tofani Dreams lo sa bene.

Quasi tutti i membri che lo compongono, prima di iniziare il percorso in questa azienda, facevano parte di aziende considerate “Pesci Grossi” nei rispettivi settori.

Attualmente, la Tofani Dreams NON È l’agenzia N.1 in Italia in campo pubblicitario (almeno in quanto a fatturato), e verrebbe divorata anche essa se i membri che la compongono non si sforzassero al massimo. Per questo motivo:

 

<<Non esistono “giorni di pausa”. Attualmente Non possiamo permetterceli.

Come non possiamo permetterci di trattare con sufficienza i clienti, o di consegnare lavori mediocri…

…sarebbe la nostra rovina, verremo divorati!

Siamo sempre a controllare gli aggiornamenti di mercato, a testare nuovi metodi, ad analizzare nuovi trend, ad assicurarci che le campagne dei nostri clienti siano il più performanti possibile, a studiare e testare nuove tecniche da implementare ai nostri attuali servizi…

E poi, siccome non siamo dei pesci grossi, i nostri clienti non si sentono come sardine quando vengono a trovarci.>>

SCOPRIRE IL PROPRIO GIACIMENTO

Siamo entrati nella
Terza Rivoluzione Pubblicitaria

Le rivoluzioni pubblicitarie sono una vera e propria caccia ai “giacimenti di petrolio”:
fanno la fortuna dei primi che li scoprono.

Ma prima di spiegare il nuovo tipo di pubblicità che sta rivoluzionando tutto il settore pubblicitario vediamo di analizzare i “metodi antenati” che lo hanno preceduto.

Attualmente in Italia chi vuole fare pubblicità, cioè, investire in marketing, le opzioni  che ha a disposizione sono 3:

 

Pubblicità d’Immagine o Pubblicità Creativa:

Molto piacevole all’occhio ma estremamente costosa. Anzi, la più costosa di tutte.

Non porta il cliente a comprare o a trasformarlo in un contatto commerciale. Si limita ad attirare la sua attenzione e ad intrattenerlo.

La sua efficenza è difficile da misurare. Attualmente è la pubblicità predominante sul mercato.

Si focalizza sulla propria immagine da trasmettere al pubblico. Potremmo definirla una pubblicità narcisista.

 

Pubblicità Informativa o Pubblicità di Contenuto:

A differenza di quella d’Immagine, questa tipologia di pubblicità punta ad informare il cliente su eventuali benefici tramite i contenuti.

Mantiene attivo l’interesse dei clienti già appassionati all’azienda o al prodotto.

Uno dei suoi principali limiti è che risulta noiosa e difficilmente attira l’interesse di potenziali nuovi clienti.

Non è semplice inoltre, come nella precedente, misurarne l’efficenza.

Ci vogliono un’immensità di contenuti prima di vedere i risultati.

 

Pubblicità a Risposta Diretta:

È la tipologia di pubblicità usata nelle televendite da anni.

Sa catturare l’attenzione del potenziale cliente e pilotarlo da un punto di vista commerciale, trasformandolo in cliente a tutti gli effetti.

Spiega alla perfezione i benefici che può ottenere il cliente con il prodotto.

La sua principale caratteristica è che si basa sulla misurazione dei dati, e quindi possiamo misurare la sua efficenza. A livello di “conversione” è migliore rispetto alle due tipologie di pubblicità precedenti.

Tra i difetti possiamo annoverare la sua scarsa piacevolezza visiva percepita sia da chi la usa che, paradossalmente, da chi la vede.

Danneggia l’immagine aziendale a lungo termine ed è difficile da scalare sul mercato di massa.

 

Quale tipologia pubblicitaria usa la Tofani Dreams:

Un mix delle tre pubblicità sopra citate, comunemente chiamata, Entertainment Marketing!

CREARE LA PROPRIA MACCHINA DI VENDITA

Bisogna pensare al Marketing come ad una Macchina Generatrice di Profitto

Gran parte delle agenzie pubblicitarie italiane si focalizza sul traffico, clicks, followers e likes.

Aiutano il proprio business? Sì, ma non a sufficienza per sopravvivere visto che non si possono usare per fare la spesa ne metterli in banca. 

Un’agenzia dovrebbe  focalizzare le campagne sul ROI (Return of Investment – Ritorno sull’investimento). Ovvero alla pianificazione di strategie di marketing che moltiplichino le vendite e quindi i profitti provenienti dagli investimenti stessi.

Per fare ciò servono però delle tecniche e dei software da usare per misurare i dati, così da poter prevedere i risultati ed il comportamento del mercato.

Questo non solo serve a pianificare una strategia su misura per aumentare le vendite ma anche a correggere, eventualmente, la strategia in corso d’opera ed aggiustarne il tiro.

Perché spesso non viene fatto?

Il motivo per cui molte agenzie in italia non si focalizzano sul ROI, è proprio per i costi di messa in opera, manutenzione, professionisti necessari e tempo da dedicare ad ogni singolo cliente. Si sa, in Italia tutti vogliono guadagnare il più possibile facendo il minimo necessario.

Non solo, i professionisti che di solito approfondiscono ed iniziano a sviluppare (anche in proprio) campagne basate sul ROI, lo fanno dopo aver capito quanto bisogni lavorare sodo, rimanendo aperti al cambiamento, ben disposti ad investire sul proprio business e sapendo aspettare i risultati.

Di fatto, e non è un segreto, qualunque azienda che non abbia la volontà di reinventarsi è a rischio

Niente deve essere lasciato al caso: tutto va misurato e studiato nel minimo dettaglio. Solo in questo modo si può sapere qual’è la via migliore da percorrere.

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Dopo che avrai visto i risultati siamo sicuri che vorrai provare quelle di livello avanzato